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Testi critici su Tobia Ravà
a cura di

Mario Stefani
Omar Calabrese
Caterina Limentani
Umberto Daniele
Flavio Caroli
M. Luisa Trevisan
Arturo Schwarz
english text
Piergiorgio Odifreddi
G. Carlo Sonnino
M. Luisa Trevisan
Francesca Brandes
Toni Toniato
Nadine Shenkar
intervista
intervista a Tobia Ravà

intervista a Tobia Ravà xLa tangente


intervista con Tobia di Arturo Schwarz

 

Il doppio gioco
di Mario Stefani


Il sacro e il surreale e la memoria si innestano felicemente in un calembour attento e per nulla affatto gratuito. Il labirinto dell'uomo e la sua lettura psicoanalitica qui ritroviamo in una lettura che e assieme seria e ironica ed e spesso confessione autentica e sofferta. Non e facile un discorso sulla pittura di Tobia Ravà, data la complessità simbolico-linguistica della sua opera, dove elemento ludico e momento drammatico si intrecciano continuamente, cosi che il positivo e anche negativo e genera percorsi di senso diverso, si muovono discorsi rovesciati, per portare dal significante al significato attraverso un procedimento semiotico. Diversi piani di lettura, dati i vari punti di fuoco, contribuiscono a creare una struttura aperta. Troviamo nei suoi quadri un cromatismo ritmico, musicale che suggerisce più che affermare. Illusioni e utopia, ma anche gioco e ritmo, puro suono che diviene anche raffinata raffigurazione e rappresentazione e decantata decoratività sottilmente evocante antichi paradisi relegati troppo spesso nell'inconscio. Pittura d'invenzione simbolica senza retorica, perché il suo evento non significa solo espressione metaforica e vociante del labirinto della vita. Spesso nelle sue composizioni vi e una metafora, il mimetismo inverso attraverso il colore. Il gioco ironico del dentro e del fuori, è e diviene anche satirico, antimitologico. Disorienta la sua "puntigliosita" nel fermarsi, nel reincontrarsi, nel riprendere temi, nel riproporsi con volute e ghirigori, nel gusto di una finzione segnica profonda e ritessuta continuamente. La forza espressiva e di comunicazione visiva del- 1'artista, si chiarifica in queste opere recenti, in cui si decantano felicemente temi e motivi ricorrenti nella sua opera. La sua forza emotiva si dilata in noi, raggiungendo quasi direttamente la nostra psiche.
Molto importante e poi il segno che non solo appare con elementi particolari, come le trombe, che anch'esse poi sono pretesto e gioco di infiniti ricorsi ludici e di ripetitività, ma e anche miraggio, per cui ciò che si vede è e non è ugualmente. Per questo abbiamo senso e non-senso, svolgimento di un tema in forma non dogmatica, alternativa, in un divenire che e flusso di coscienza. Il messaggio e plurimo, ambivalente, secondo ciò che noi vogliamo leggere, secondo il nostro stato d'animo, ci raggiungono e si decantano i graffiti, in una verità degli specchi che si proietta all'infinito nel tempo e nello spazio, maggiormente dilatandosi come un sasso che cada in un lago. Non e di certo da sottovalutare il discorso della sensualità e dell'erotismo che si manifestano attraverso la presenza insistente di alcuni colori chiave ed anche con la presenza della linea sinuosa, curva, continua- mente tornante e avvolgente. Poesia arabescata dunque, intensa ed ammiccante, "compromettente", da cui non si può fuggire e negarsi. Strutture polivalenti panteistiche dove il segno e il colore sono 1'uno all'altro necessari quanto positiva- mente ambigui. Una verità esistenziale, un canto alla vita, disorientante spesso, quanto definitivamente affascinante. Il discorso linguistico ha indubbiamente molta importanza, perché esso riassume felicemente i vari temi, i vari contenuti, dandone un'unita non provvisoria ma essenziale e continuativa. Un dedalo dunque, un percorso accidentato e il volere seguire la storia e la genesi stessa di ogni singolo quadro, perché ognuno di essi è una realtà a sé, pur avendo precisi moduli comuni, alcuni arditi e disorientanti, ma solo apparentemente, poiché alla fine tutte le opere giungono a conclusioni armoniche e persuasive.

di Mario Stefani

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