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Novità/news [appuntamenti 2010]

Seminario di Tobia Ravà a Cà Foscari

AVVISO DI SEMINARIO

Il giorno 19 Marzo 2010 alle ore 12.00
presso la sede della Facoltà di Lettere e Filosofia
(San Sebastiano, aula 24),
l'artista Tobia Ravà terrà una relazione dal titolo:

Elementi di calcolo trascendentale: La ghematrià

La matematica attraverso le opere di Tobia Ravà


Tutti gli interessati sono invitati a partecipare

>>> vedi presentazione seminario


Per ulteriori informazioni rivolgersi alla
Prof. STEFANIA FUNARI
Dipartimento di Matematica Applicata
Dorsoduro 3825/E - E-mail: funari@unive.it

In occasione della Giornata del π (pi greco)

Tre e quattordici Opere di Tobia Ravà
a cura di Maria Luisa Trevisan

MUSEO DELLE MACCHINE TESSILI
I.T.I. "V. E. MARZOTTO" (VI)

DAL 13 MARZO AL 25 APRILE 2010

> vedi locandina mostra
>> download invito mostra
>>> folder mostra

Sabato 13 marzo alle ore 17.00 s’inaugura, al Museo delle Macchine Tessili di Valdagno, che ha sede presso I.T.I. "V.E.Marzotto", la mostra Tre e quattordici con opere dell’artista veneziano Tobia Ravà, il cui nome è di recente rimbalzato sulle testate giornalistiche internazionali in occasione della visita alla Sinagoga di Roma da parte di Benedetto XVI, in quanto il Rabbino Capo della Comunità Ebraica di Roma ha scelto una sua opera, La direzione spirituale, quale dono al Pontefice.

Il titolo della mostra fa riferimento al pi greco a cui l’artista ha legato alcune sue indagini effettuate in ambito cabalistico, riferite alla parola ebraica shaddài (onnipotente, il cui valore ghematrico è 314), ma riguarda anche altri teoremi e formule scientifiche che l’hanno condotto ad effettuare pure delle scoperte matematiche, quali la “Congettura di Ravà”.

La mostra rimarrà aperta fino al 25 aprile 2010

orari: dal lunedì al venerdì dalle 17 alle 19; sabato e domenica: dalle 10 alle 12; dalle 16 alle 19. Lunedì 5 aprile: dalle 16 alle 19.
La mostra rimane chiusa sabato 3 e domenica 4 per le festività pasquali.

Servizi: Visite guidate al Museo delle Macchine Tessili e alla Città sociale o dell’Armonia, presso l’ITI Marzotto di Valdagno. Prenotazioni: tel. 0445 401007 dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 12 .Organizzazione: ITI “V. E. Marzotto” Valdagno (VI), referente: Gioia Chilese.

Luogo: Museo delle Macchine Tessili presso I.T.I. "V.E.Marzotto" Via Carducci 9 - Valdagno (VI)

Tel.: +39 0445 401007 Fax: +39 0445 408577;
e-mail: info@itismarzotto.it; vitf040005@istruzione.it; http://www.itismarzotto.it

Ufficio stampa: PaRDeS – Concerto d’Arte Contemporanea 041/5728366;
www.concertodartecontemporanea.org;
cartec@alice.it; marialuisa.trevisan@virgilio.it
Per informazioni si veda anche su facebook Tobia Ravà e PaRDeS (quest’ultimo anche su my space).


comunicato stampa mostra


Mostra collettiva I Fiori del male
Studio d’ Arte Le Muse
Via Toledo 272, 80132 Napoli

5 marzo – 16 aprile 2010
Da lunedì a venerdì ore 17- 20
(dal 1 al 6 aprile solo su appuntamento )

vernissage: venerdì 5 marzo 2010, ore 18.30

Mostra a cura di: Maria Antonietta Roselli, Joanna Irena Wrobel
Presentazione di: Maria Luisa Trevisan, Enzo Battarra
Info: 081 6583303, 340 8222584
e-mail: studiolemuse@gmail.com

comunicato stampa mostra pdf
invito mostra pdf

ARTEFIERA 2010

le opere di TOBIA RAVA' sono presenti in ARTEFIERA
Presso la ERMANNO TEDESCHI GALLERY
Padiglione 18 stand C 25
cell. 3356901818

consigliamo di entrare in Fiera dall’ingresso NORD
(direttamente dal Parcheggio Michelino, uscita tangenziale n.8)


INFO:
DATA: dal 29 al 31 gennaio 2010
ORARIO:
Da venerdì 29 a sabato 30 gennaio 11.00 – 19.00
Domenica 31 gennaio 11.00 – 21.00

Info: www.artefiera.bolognafiere.it


Un'opera di Tobia Ravà in dono a papa Benedetto XVI°

Il 17 gennaio 2010 il dipinto di Tobia Ravà: "La Direzione Spirituale" sarà donato al Pontefice Benedetto XVI°
in occasione della visita alla Sinagoga Maggiore dalla Comunità Ebraica di Roma nella persona Rabbino Capo di Roma Professor Riccardo Di Segni e dal Presidente della Comunità Ebraica di Roma Riccardo Pacifici.



L’opera commissionata all’artista veneziano Tobia Ravà dal professor Riccardo Di Segni, Rabbino Capo della Comunità Ebraica di Roma, quale dono a Papa Benedetto XVI in occasione della visita alla Sinagoga di Roma del 17 gennaio 2010, nel ventennale della prima visita di un Papa, Giovanni Paolo II, al Tempio romano, rappresenta l’immagine di un bosco azzurro. La direzione spirituale, titolo dell’opera, è data dalla prospettiva centrale del pioppeto che porta verso l’infinito, in un’immagine interamente realizzata con numeri, lettere e parole ebraiche, che insieme costituiscono una texture alfanumerica sostenuta da una ferrea logica linguistica, quella della ghematrià, secondo la quale ogni lettera corrisponde ad un numero e così ogni parola ha oltre che un significato letterale anche un valore numerico, ma anche filosofico e segreto. In questo modo riesce a ricavare persino radici quadrate di concetti ed il numero teosofico di qualsiasi cifra sommandone tutte le unità in modo da ridurlo ad una sola cifra.
L’opera si fa testo, apparentemente indecifrabile e criptico, ma non appena ci si addentra nella foresta di simboli, e con un po’ di pazienza si cominciano ad isolare le lettere ed i numeri, si scoprono dei meravigliosi significati nascosti tra i rami e nei meandri di questi boschi. Affiorano nomi, messaggi, date ed anche la firma dell’artista (32). L’opera è incentrata sulla data della visita che compare in alto, in cielo, e sul nome “baruch”, in omaggio a Benedetto XVI, ed il numero 16, che troviamo invece a terra, con tutti valori ghematrici, numerici e teosofici collegati; è un inno al divino, alla terra, al creato, all’amore, all’unione e alla concordia tra gli uomini, come nella citazione testuale del Salmo 122, verso 6: shalu 377 shalom 376 Jerusalem 586 isch laiu oheveich (Pregate per il bene di Geusalemme: possano godere di tranquillità coloro che ti amano).

Sulla linea dell’orizzonte vi è il numero 45 che rappresenta l’uomo in quanto ghematrià di adam (uomo in ebraico, parola composta da alef, ossia la presenza divina, equivalente ad 1, e dam, sangue, 44). L’opera ha in effetti i colori corrispondenti a queste due parole, dell’infinito, dell’uno, eterno, indivisibile con l’azzurro che si fa sempre più etereo, rarefatto ed evanescente fino al bianco. Questo colore che è in superficie ha come base una colorazione rossa, simboleggiante il sangue e la carne dell’uomo.
Non si tratta della natura (parola che è presente in ebraico, ha teva) spontanea e selvaggia, ma regolare e controllata dall’uomo che in questo caso si fa socio di Dio nella creazione. L’uomo crea una natura ordinata: i Pioppi sono piantumati tutti ad una certa distanza, spesso lungo gli argini dei fiumi in aree golenali per rafforzarne le sponde e contenere le acque troppo abbondanti.
Il pioppeto è un tema ricorrente nella produzione artistica di Ravà e rappresenta la riqualificazione dell’essere umano che piantando alberi migliora il pianeta. L’artista ama affermare che preferisce l’uomo che pianta alberi piuttosto di quello che cementifica le sponde e costruisce capannoni.

L’opera d’arte così come il testo biblico può quindi essere letta secondo i 4 livelli del PaRDeS, che significa “frutteto” o “giardino”, parola che ha dato origine al termine “paradiso”. PaRDeS giunse ad avere un significato filosofico nell’ebraismo per un racconto narrato nel Talmud , in cui PaRDèS sembra rappresentare un “luogo” ideale, simbolico, interiore, e consono alla mediazione esoterica. Nell’ebraico più tardo “coloro che passeggiano nel frutteto” sono i giusti impegnati nella meditazione mistica. Le quattro consonanti PaRDèS vennero poi a rappresentare i quattro livelli stabiliti d’interpretazione delle Scritture. Ciascun verso della Bibbia può essere letto in riferimento al suo Pshàt, ovvero il suo ovvio e diretto significato, oppure secondo il Rèmez, un’allusione all’allegoria, filosofica o morale in esso contenuta; o ancora secondo il Deràsh, ovvero gli antichi metodi rabbinici di interpretazione, o in riferimento a Sod, il significato esoterico o qabbalistico. Il testo come anche l’opera d’arte o qualsiasi situazione della vita presenta al contempo diversi livelli di significato: questo aspetto del pensiero ebraico ha contribuito ad avere un approccio diverso, più articolato e pluridirezionale nella visione e soluzioni dei problemi sia a livello teorico che pratico.

Percorso del testo nell’opera


A partire dal centro dall’alto troviamo la data: 17 gennaio/ 2010/ schevat/ 2bet/ tav shin” àin /
5770 / Roma /247/26 (valore del tetragramma)
di seguito a scendere alcuni valori fondamentali per arrivare al centro del varco nel bosco con il numero 45 (valore ghematrico della parola adam, = uomo)


Dal basso verso l’alto, ultima riga da destra:
Baruch, 228 (valore ghematrico della parola Benedetto) zain (uguale a 7 valore teosofico di 16) 16 (sta per XVI°, valore ghematrico di av echad, che significa “un solo padre” )
Da sinistra (ultima riga):
32 (firma dell’artista) 50 (anni dell’artista nel momento d’esecuzione dell’opera) 1166 (numero dell’opera) 13 (sta per 13° lavoro dell’anno ebraico 5570 di seguito primo lavoro dell’anno 2010)

Seconda riga da destra sesto verso del salmo 122: shalu 377 shalom 376 Jerusalem 586 isch laiu oheveich (Pregate per il bene di Geusalemme: possano godere di tranquillità coloro che ti amano)

Terza riga dal basso dedicata al 228: valore ghematrico di Baruch (=Benedetto), di keruv (=cherubino), di etz chaim (= Albero della Vita), bakhor (= primogenito), 3 (corrispondente valore teosofico di 228)

Quarta riga dal basso: 1 alef (valore teosofico di 244 somma di 228 + 16) 244 tzadiqim (= i giusti)
Ghemarah (=commento alla Mishnà, parte principale del Talmud), radam (=addormentarsi), mered (=ribellione ), marad (=ribellarsi) madar (=inclinarsi), dimar (=essere stupefatti)

Quinta dal basso) è dedicata al 16 e al 256:
16 (valore ghematrico corrispondente a hi (=lei) a zug (=coppia) hoveh (=presente) av echad (=un solo padre), ezov (=isoppo, pianta medicinale), gabai (=tesoriere)
256 (la radice quadrata è 16) corrisponde a 256: Aharon (=Aronne, fratello di Mosè, Primo Gran Sacerdote), nur (=fuoco), melekh elion (=re superno)

La sesta riga dal basso è dedicata al 13 e 169:
Il numero teosofico di 224 è 1 che è alef, echad (=uno) ha ghematrià 13, come ahavah (=amore), hagah (=meditare), hegheh (=voce), zavad (=dare un regalo), zeved (regalo)
13 è la radice quadrata di 169: ta’amim (=note musicali con le quali si canta la Torà) e la frase dal Cantico dei Cantici mum ein bakh (=in te non c’è difetto), teqes (=rito)

Settima riga dal basso seguono le parole che hanno valore ghematrico 207 tra le quali: adon olam (=il signore del mondo), or (=luce), ain sof (=Infinito), raz (=segret), zer (=corona), adon olam (=Il Signore del mondo), bohar (=luce brillante), gheder (=recinto), barah (=mangiare, assaggiare, dare cibo), zqenim (=vecchi, anziani)

 

Ecco la puntata della BBTV (la seconda televisione della Cina con uno share medio di 150 milioni) sullo spazio PaRDeS, Tobia Ravà e il workshop realizzato con diversi artisti (si vedano foto nel sito) il 4 settembre 2009. La prima puntata (delle 16 realizzate in Italia dalla troupe cinese) è stata trasmessa domenica 10 gennaio. Breve e simpatica, si può vedere on-line a questo link:
http://www.bbtv.cn/live/2009-05-17/311.shtml...?st=1263126120&ed=1263127200
(c'è un intermezzo pubblicitario, avanzando a 7'50'' c'è la parte inerente al workshop)
Buona visione!