Tobia Ravà

Maria Luisa Trevisan

Ghematrià come DNA cosmico
di Maria Luisa Trevisan

Tobia Ravà svolge una ricerca artistica legata alla kabbalah e alla logica matematica. Nelle sue opere sono spesso rappresentati paesaggi decontestualizzati da una fitta texture cromatico-segnica, costituita per lo più di numeri e lettere ebraiche. Con una ricostruzione del reale attraverso un percorso cifrato, l’artista analizza la realtà servendosi di un linguaggio codificato riferito ai numeri relativi alla traslitterazione ghematrica delle 22 lettere che compongono l’alfabeto ebraico, metafora di una disgregazione attraverso le scintille di un Big Bang ancestrale. Un linguaggio costituente un minimo comune denominatore della conoscenza e in questo senso riagganciabile ad un ideale logica relativa ad un DNA cosmico.
Il lavoro più recente presenta forme architettoniche, che appartengono alla serie denominata palazzi celesti (hakelot), dove i luoghi, gli alberi, le scale, gli edifici, le strade, i canali, i portici, i ponti sono costruiti con la luce e resi attraverso una microstruttura composta da numeri e parole riferite a concetti fondamentali della mistica ebraica. Lavori assai significativi che segnano un passaggio, uno sguardo nuovo dell’artista nei confronti della realtà e della vita e indubbiamente una svolta nella sua produzione artistica, che porta a nuovi sviluppi ed aperture, anche nei confronti del rapporto con il fruitore. Queste opere si presentano come codici spirituali volti alla riqualificazione dell’uomo e quindi del mondo, ma anche come formule apotropaiche ovvero, una ricerca di elementi che di volta in volta possono portare positività sia a chi li esegue che a chi ne gode la visione. Sono opere per lo più di medio formato che presentano dal punto di vista tecnico una coerenza stilistica con i lavori precedenti, in cui è sempre presente quella sua particolare ricerca numerica che coniuga attraverso la ghematriah, matematica e kabbalah.
Nella spazialità delle figurazioni, Ravà associa ogni lettera ad un numero e a un simbolo, creando un’esplosione semantica in cui le cifre numeriche mettono in moto lo spazio pittorico come vibrazioni della materia. Tutte le molteplici armonie di ciascun soggetto tematico vengono propagate nello spazio come un suono.

Maria Luisa Trevisan